Sull’ombrello e altre storie
Non piove, ma prendo comunque l’ombrello nuovo.
Quello vecchio mi è stato rubato: l’avevo lasciato davanti la porta, per la prima volta nella mia vita, e la mattina dopo non c’era più. Ieri ne ho comprato uno nuovo, uguale identico, stesso modello, stessa trama scozzese ma stavolta con il viola al posto del verde. Così per ricordarmi del vecchio ombrello. Ha un giorno ma già mi ha salvato la vita, bloccando le porte della metro permettendomi di uscire dal vagone sbagliato.
Devo cambiare convenzione. Il latte intero era blu e quello parzialmente era verde. Ora quello intero è rosso e quello parzialmente è blu. Facile da ricordare, sono gli stessi colori dei cracker, quelli salati sono rossi e quelli non salati sono blu. Prima però prendevo lo stesso colore ora devo stare attento a non prendere i cracker rossi e il latte blu. Per i cereali non c’è problema prendo gli unici a forma di ciambellina al miele.
Tornando a casa un bambino gioca con sua sorella: «le righe sono le bombe, non toccare le righe», la mamma gli dice di smetterla con questo gioco e camminare normale. Troppo tardi, l’ordine è partito e le righe sono male, ma camminare con le buste senza toccare le righe è proprio difficile, ma devo farcela fino a casa.
Un vecchio passando mi dice stronzo. Ecco nonostante ancora non ha piovuto l’ombrello nuovo mi salva la vita per la seconda volta.